21) Comte. Sulla politica di equilibrio fra reazione e
rivoluzione.
Sul tentativo dei politici francesi di tenersi in equilibrio fra
il tornare indietro all'assolutismo e la pericolosa avventura
rivoluzionaria abbiamo questa interessante valutazione di Auguste
Comte.
A.  Comte, Corso di filosofia positiva.

La politica stazionaria fa altamente professione di conservare le
basi essenziali del regime antico, mentre intralcia radicalmente
le sue pi indispensabili condizioni di esistenza reale con un
insieme di precauzioni metodiche. Del pari, dopo una solenne
adesione ai princpi generali della filosofia rivoluzionaria che
costituiscono la sola sua forza logica contro la dottrina
retrograda, essa s'affretta a impedirne regolarmente l'effettivo
slancio frapponendo alla loro applicazione quotidiana ostacoli
faticosamente trovati. In una parola, questa politica cos
fieramente sdegnosa delle utopie si propone direttamente oggi la
pi chimerica di tutte le utopie, volendo fissare la societ in
una situazione contraddittoria fra l'arretramento e la
rigenerazione, con un vano bilanciamento fra l'istinto dell'ordine
e quello del progresso. Poich non possiede alcun principio
proprio, essa  alimentata unicamente dai contrastanti prestiti
che essa ha simultaneamente contratto dalle due dottrine
antagoniste. Mentre riconosce l'inettitudine fondamentale di
ciascuna di esse a dirigere convenevolmente la societ attuale, la
sua conclusione finale consiste nell'applicarle di concerto. Alla
ragione pubblica questa teoria serve certo utilmente come organo
provvisorio per impedire la dannosa preponderanza assoluta
dell'una o dell'altra filosofia; ma per una non meno evidente
necessit essa tende direttamente a prolungare quanto possibile la
loro doppia esistenza, prima base indispensabile dell'azione
oscillatoria che la caratterizza. Cos questa dottrina mista che,
considerata nella sua destinazione transitoria, con una influenza
necessaria qui sopra spiegata concorre a preparare le vie
definitive della riorganizzazione sociale, quando la si considera
come dottrina finale costituisce al contrario un ostacolo diretto
a questa riorganizzazione, sia perch ne fa misconoscere la vera
natura, sia perch tende a perpetuare senza tregua le due
filosofie opposte che oggi egualmente l'intralciano.
F. Tonon, Auguste Comte e il problema storico-politico nel
pensiero contemporaneo,
G. D'Anna, Messina-Firenze, 1975, pagine 162-163.
